Flavia Piantino Gazzano smiling and sitting on a floor, typing on her computer

Personal Branding: che cosa è e come funziona

Il tuo brand è quello che le persone dicono di te quando tu non sei nella loro stessa stanza.” – Jeff Bezos (CEO di Amazon)

Che cosa significa brand? Tradotto letteralmente vuol dire marchio.
Non è solo un logo, il marchio dell’azienda appunto, è un insieme di percezioni nella mente di un consumatore.
Nasce dall’esperienza e riflette la reputazione.
Se prendiamo per esempio Ikea, Starbucks, Microsoft, Coca Cola.
Nessuna di queste aziende tratta il proprio brand con leggerezza, anzi lo considera un tratto distintivo fondamentale.
Ma sono prodotti di largo consumo, non persone.
Ma se prendessimo Bill Gates, Angelina Jolie, Bono, la Regina Elisabetta?
Nessuno di loro tratta il proprio brand con leggerezza.
Fino a qualche anno fa erano solamente attori, politici, calciatori, personaggi pubblici a curarsi della propria immagine.
Oggi, viviamo in un mondo in cui è necessario creare un brand di se stessi. E se non ci occupiamo noi del nostro brand è sicuro che ci penseranno gli altri a farlo al posto nostro.
Ed essere bravi non basta.

Il termine personal branding viene comunemente fatto risalire a un articolo del 1997 di Tom Peters, CEO di FastCompany intitolato “The Brand Called You” La Marca Chiamata Te, sebbene di self-branding e brand individuale se ne parli nel libro del 1980 “Positioning: The Battle for your Mind”, scritto da Al Ries e Jack Trout.
Peters suggeriva che, qualsiasi sia la mia estrazione sociale o età, io sono di fatto presidente, amministratore delegato e responsabile marketing dell’azienda chiamata “Io S.p.A.”. La mia reputazione e la mia credibilità si definiscono tramite la qualità del mio lavoro attuale e passato e determinano la qualità del mio lavoro futuro.

CHE COSA SI INTENDE PER PERSONAL BRANDING?

Il personal branding è l’insieme delle idee, sensazioni, individualità e valori che un individuo riesce a trasmettere attraverso le sue attività e il suo comportamento. Se l’immagine personale è la somma dei tratti fisici, del corpo e dell’abbigliamento, il personal branding è la somma degli elementi interiori e intangibili. Sebbene non si tratti di un concetto nuovo, il brand personale sembra aver trovato nuova linfa con il web 2.0 e i social media, attraverso servizi che permettono una comunicazione diffusa a bassissimo costo.

Ma come fare?
Partiamo da un concetto di Paul Watzlawick: è impossibile non comunicare. Anche stare zitti in silenzio è comunicare, così come non rispondere a un messaggio, a una mail, a un WhatsApp. Qualsiasi cosa io faccia, comunico e creo relazione con l’altro.
Anche sui social media, tutto quello che facciamo, diciamo, postiamo, fotografiamo, filmiamo racconta chi siamo.
E anche non essere sui social media parla di noi, che poi non esserci è relativo perché sono sicura che ci siete attraverso post di parenti, amici e conoscenti.

E come comunichiamo?
Noi comunichiamo con quello che diciamo e con quello che indossiamo.
“Cosa dico” e “cosa metto”? Ce lo chiediamo sempre prima di uscire di casa, prima di un appuntamento, una festa, una cena, prima di partire per le vacanze.
Anche io oggi mi sono chiesta: cosa dico? Ci ho pensato in questi giorni, ho dedicato del tempo al mio nuovo articolo, forse non tutto quello che avrei voluto, ho buttato giù le idee e ho rivisto quello che ho scritto.
E poi cosa metto? In questo caso siamo sul web, il cosa metto si traduce nella forma in cui ho scelto di pubblicare questo articolo, nel linguaggio con cui l’ho scritto, nella sua impaginazione, nei colori che ho usato e nelle immagini che vedete.

PERSONAL BRANDING E REPUTAZIONE

Un signore americano di nome Robert Dilts ci dice che l’ambiente influisce sul nostro comportamento e sulla nostra identità. Noi, a seconda di dove, siamo, mettiamo in campo diversi comportamenti e diversi aspetti del nostro io. Io a casa sono Flavia e moglie, in ufficio mi occupo di comunicazione e marketing, quando vado in aula sono formatrice, qui con voi porto la mia esperienza. Insomma, se sono a casa faccio e dico delle cose diverse rispetto a quelle che faccio e dico al lavoro o in aula.

Dobbiamo iniziare a pensare ai social media come nuovi luoghi. Dei luoghi virtuali e, proprio per questo, molto molto potenti. Luoghi in cui quello che diciamo e postiamo è sotto gli occhi di tutti.
È una piazza enorme, dove c’è gente che passeggia, che chiacchiera con noi, che ci critica, che è semplicemente affacciata alla finestra e dopo un po’ ci dimentichiamo, che sta lì.
Prima dei social media, se facevamo delle cavolate lo sapevamo in 2, per un po’ diventavano leggenda e poi morivano lì. Oggi noi le mettiamo sul web, e sul web possono venirle a sapere tutti, restando sotto gli occhi di parenti, devoti amici ma anche futuri datori di lavoro o clienti.

COME FARE PERSONAL BRANDING

Cosa dico
Scegliere le parole da usare è molto di più che scegliere un vestito, una pettinatura, un profumo, un paio di scarpe. Le parole che scegliamo dicono chi siamo!
Eppure spesso non diamo troppo peso a quello che scriviamo, buttiamo lì cose di cui ci pentiamo troppo tardi, scriviamo senza rileggere, magari lasciando qualche errore di grammatica, mettiamo frasi degne di nota senza cercare la fonte per poi scoprire che era l’unica cosa detta di uno che non ci rappresenta neanche un po’.
Ogni azione, ogni Like, ogni post lascia una piccola briciola che racconta un pezzettino di noi. Pensiamo due minuti prima di postare qualcosa o inviare una mail, perché una volta che ho fatto invio quell’informazione non mi appartiene più, si infila in un mare magno e prende la sua strada… e verrà usata e riusata, magari non con lo stesso significato che volevamo dare noi.

Cosa mi metto
Sul web le immagini sono potentissime, ci sono interi fatti di cronaca che ci ricordiamo solo attraverso le immagini: se vi cito l’11 settembre o la strage di Parigi di Charlie Hebdo sono abbastanza sicura che la prima cosa che vi viene in mente sia un’immagine.
Le immagini restituiscono qualcosa di noi, a volte molto più delle parole.
Cosa mi metto, con che foto mi presento, che immagini posto, qual è quella che ho scelto per il mio profilo: tutto racconta chi sono e le cose in cui credo.
La notizia positiva è che oggi il web ci promuove, se ci sappiamo presentare bene. La notizia negativa è che oggi il web ci promuove, anche se non ci sappiamo presentare bene.
Abbiamo messo una foto di cui un giorno ci potremmo pentire? Pensiamoci bene, perché le foto si possono prendere, copiare, usare e riportare. Soprattutto, se il nostro profilo ha delle impostazioni di privacy molto blande.
Chi sono le persone che possono vedere quello che postiamo?
Attenzione, niente sembra più veloce e immediato del web, ma in realtà niente è più eterno del web.
Proprio per questo, la nostra identità è importante e va gestita in maniera professionale.

3 PASSI PER INIZIARE A FARE PERSONAL BRANDING

Oggi dobbiamo imparare a diventare bravi a raccontare la nostra storia, quello che siamo, a raccontarla attraverso le parole e le immagini che ci rappresentano e che costruiscono giorno dopo giorno la nostra storia, dando valore anche alle difficoltà e valorizzando le cose che sappiamo fare bene creando valore e interesse nei nostri confronti.
Assieme alla qualità dei contenuti e degli scambi serve costanza. Forse l’elemento più critico per mantenere il proprio brand personale. Detto questo siamo pronti a farci brand. Come?

1

Imposta una strategia di personal branding.

Proprio come per le aziende, si parte dall’analisi del mercato, per capire i nostri competitors e trovare modelli di riferimento.
Una volta fatto questo, abbiamo bisogno di mostrare quello che sappiamo fare

  • Qual è il nostro obiettivo: la domanda a cui rispondere è perché lo stiamo facendo, qual è la nostra missione personale
  • Quali sono i valori principali che vogliamo comunicare: chi siamo
  • Qual è la nostra Unique Selling Proposition – USP: che cosa vogliamo trasmettere, che cosa ci distingue dal resto del mondo.

Fatto questo, diventa fondamentarle stabilire il nostro target di riferimento, per trovare la nostra nicchia: con chi vogliamo entrare in contatto.

2

Crea un’identità chiara e riconoscibile.

Si parla di tone of voice (tono di voce) e visual identity (identità visiva): in questa fase il nostro obiettivo è quello di creare delle linee guida che ci rappresentino (stile di scrittura, tipo di linguaggio, colori, logo, elementi grafici, immagini, ecc.). Bisogna poi declinare il tutto per i vari canali/strumenti di comunicazione che vogliamo utilizzare, in modo che il nostro personal brand sia facilmente riconoscibile dai nostri utenti.

3

Crea contenuti di valore.

Qual è la storia del nostro passato che potremmo raccontare ai nostri lettori? Qual è l’esperienza che abbiamo già superato e che potrebbe star attraversando proprio ora il nostro pubblico?
Quella storia è l’elemento fondamentale della nostra credibilità. Le persone non desiderano altro che sapere che abbiamo passato le loro stesse esperienze, i loro stessi problemi. E raccontarle significa compiere un grande gesto. Significa aiutare gli altri offrendo le nostre competenze, i nostri fallimenti, i nostri successi, le nostre idee. Significa mettersi in gioco e mostrarsi al mondo.
Non è necessario pubblicare un articolo al giorno sul proprio blog o postare 3 foto al giorno su Instagram, tuttavia riusciamo a farlo con una certa frequenza è meglio.
L’importante è che siano di valore. Curare i post, dare indicazioni pratiche, consigli di valore e non scrivere mai frettolosamente: un alto standard nella qualità dei contenuti è il primo e più importante passo per fidelizzare i nostri lettori.

CONCLUDENDO

Che ci piaccia o meno, siamo diventati tutti dei personaggi pubblici. E la nostra storia, anche quella sul web, la scriviamo noi.
E Google non dimentica, nemmeno la più piccola pagina che abbiamo scritto.

Se qualcuno digitasse adesso il tuo nome su Google, quale sarebbe il risultato?
Che cosa ne pensi del Personal Branding?
Se ti va di farmi sapere la tua opinione, aspetto i tuoi commenti qui sotto 😉

Annunci
Flavia Piantino Gazzano
flavia.gazzano@gmail.com

Digital enthusiast and growth hacker, with a strong passion for new technologies, social media and PR. She uses strategic communication as a strong asset in her life and has a creative approach to problem solving.

No Comments

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.